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URBAN SUPERSTAR Show @ MADRE, Naples > THE VERNISSAGE!!! [...]

 
 
 

Here the set up of the Urban Superstar show in Naples... [...]

 
 
 

Gary Baseman, Toby, Diavù, AlePOP & co. about pasta, wine and other stories... [...]

 
 
 

Jeremyville @ Rome with Diavù, AlePOP and MondoPOP gang [...]

 
 
 

THE WALL: 20 anni dopo la caduta > il 20 novembre MondoPOP celebra il complesnno più festeggiato de [...]

 
 
 

Urban SUPERSTAR Show @ MADRE, Naples > THE PERFORMANCE  [...]

 
 
 

TOYS in XLand, il vernissage. Guest :GARY BASEMAN! Dal 9 novembre 2007 al 5 gennaio 2008 @ MondoPOP [...]

 
 
 

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CAPUT MUNDI POP, il vernissage CAPUT MUNDI POP - 23 artisti romani, 23 interventi urbani da [...]

 
 

 URBAN SUPERSTAR Show @ Museo MADRE - Napoli.
 25/05/2009
A GRANDE RICHIESTA!
Urban Superstar Show al Museo MADRE di Napoli
PROROGATA FINO AL 15 GIUGNO!!!


BY POPULAR REQUEST!
Urban Superstar Show at  MADRE Museum of Naples 
EXTENDED UNTIL JUNE 15th!!!



URBAN SUPERSTAR Show  
Le superstar dell’Urban Art vanno al Museo  
A cura di David Vecchiato  
Dal 24 aprile al 25 maggio 15 giugno 2009 al MADRE - Museo D‘Arte Contemporanea Donna Regina, Napoli.
Vernissage Sabato 25 aprile alle h. 21 
al Museo MADRE.  


ARTISTI:  
Aiko Nagakawa aka Lady Aiko (Giappone/USA)  
AlePOP (Italia)  
Allegra Corbo (Italia)
Bethany Marchman (USA)  
Boris Hoppek (Germania/Spagna)  
Bigfoot (USA)  
Cesko (Italia)  
Ciou (Francia)  
David Vecchiato aka Diavù (Italia)
DEM (Italia)  
El Gato Chimney (Italia)  
Fupete (Italia)  
Gary Baseman (USA)  
Gary Taxali (India/Canada)  
Glenn Barr (USA)  
Ian Stevenson (UK)  
Inge Cornill (Belgio)  
Jeremyville (Australia)  
Jim Avignon (Germania)  
Joe Ledbetter (USA)  
Jon Burgerman (UK)  
Junko Mizuno (Giappone)  
Licia Viero (Italia)  
Mijn Schatje (Francia)  
Naoshi (Giappone)  
Nathan Jurevicius (Australia)  
Scarful (Italia)  
Sergio Mora (Spagna)  
Serpeinseno (Italia),  
Shag (USA)  
Sten & Lex (Italia)  
Simone Legno aka Tokidoki (Italia/USA)  
Zelda Bomba (Francia/Italia)  

Cos’è Urban Superstar?

Tira finalmente aria nuova nei musei.

La più esauriente mostra di Urban Art mai presentata in un museo italiano porta al MADRE alcuni tra i nomi più interessanti della giovane Arte Contemporanea che nasce dalle ultime tendenze delle culture giovanili e urbane.

Mentre i parolai su fumetto e arte da decenni continuano ad accapigliarsi su fino a che punto l’uno possa azzardarsi a contaminare l’altra, e viceversa, arrivano a Napoli proprio durante il Napoli COMICON, il grande festival dedicato alla nona arte e ai suoi autori, gli artisti contemporanei più “corrotti” da fumetti e cartoon.

L’artista David Vecchiato, qui anche in veste di curatore, presenta le opere più recenti delle stelle internazionali dell’Urban Art, colleghi e amici come Gary Baseman, Boris Hoppek, Shag, Ian Stevenson, Gary Taxali, Mijn Schatje, Jon Burgerman, Jim Avignon, Junko Mizuno, Glenn Barr, Bigfoot, Naoshi, Ciou, Sergio Mora, Nathan Jurevicius, Joe Ledbetter e tanti altri artisti da ogni parte del mondo.

Tra le opere degli illustri esponenti di correnti come street art, skate art, pop surrealism, lowbrow e poster art, in mostra anche gli art-toys, fenomeno promosso con forza già da un paio di anni dalla MondoPOP International Gallery di Roma e dal magazine XL.

Per finire, Urban Superstar propone anche le grandi installazioni di Junko Mizuno, Mijn Schatje e Tokidoki della collezione Fornarina, viste all’Urban Beauty Show al Louvre di Parigi. Lo staff di Fornarina ha aderito naturalmente al prestigioso progetto Urban Superstar, perché il loro è stato tra i primi marchi internazionali a investire sulle nuove correnti artistiche e a promuovere i suoi esponenti già da anni.

L’appuntamento è sabato 25 aprile alle ore 21 con l‘Urban Party di apertura della prestigiosa collettiva, con performance e DJ tutt’altro che “da museo”. Ma la mostra sarà aperta eccezionalmente già da venerdì 24 per consentirne la visione ai visitatori che arrivano in città per il Napoli COMICON.

Tra i tanti artisti ospiti nei giorni della convention saranno a Napoli l’australiano Jeremyville e la francese Mijn Schatje, che offriranno performance e incontri con il pubblico non privi di sorprese. Lo stesso pubblico sarà invitato a partecipare alle performance.

E gli italiani? Oltre al romano Simone Legno, che col marchio Tokidoki dalla California propone un segno globale frutto di influenze giapponesi quanto USA e europee, ci saranno anche quegli artisti che hanno condiviso qua in Italia in questi ultimi quindici anni tante esperienze nell’ambito dell’arte underground e dei suoi innumerevoli eventi. AlePOP, Allegra Corbo, lo stesso David Vecchiato, Fupete, Licia Viero, Scarful, i più giovani Sten e Lex, Cesko, El Gato Chimney, le Serpeinseno, la parigina naturalizzata italiana Zelda Bomba e molti altri.

Come ricorda Vecchiato: <<in questi anni non ci siamo fatti addomesticare dalle logiche dei grigi impiegati dell’arte di casa nostra che ci chiedevano di smetterla con questi immaginari simili a fumetti, cartoon, tattoo o graffiti e così abbiamo sperimentato sulla nostra pelle la lentezza di questo Paese, rischiando di perdere l’occasione di raccontare una delle anime creative della nostra generazione. Ma imparando a gestire personalmente la produzione, la diffusione e la vendita delle nostre immagini, come ci ha insegnato zio Warhol, abbiamo ripreso un po’ il passo coi colleghi internazionali. Come curatore di Urban Superstar mi auguro che aver portato quest’arte cha ancora è viva per strada in un museo incoraggi altri giovani artisti di ogni nazionalità a far crescere nuovi sensi estetici nelle proprie comunità, concentrandosi quindi sulle passioni che uniscono e non sulle differenze che dividono.

Urban Superstar sarà inoltre un evento ricco di performance e di interazione con il pubblico perché io e molti colleghi dell’area urban crediamo che il vero momento artistico si riveli proprio nella performance, nell’attimo in cui l’individuo si fa attraversare dalla creazione. L’opera d’arte che resta è solo un’istantanea, un residuo. Non bisogna quindi mai perdere il gusto di quell’arte che Nietzsche chiama la “più nobile”, ovvero l’arte di far festa>>.

Arrivano quindi a Napoli le superstar dell’Urban Art, artisti non facilmente addomesticabili, proprio come certe rockstar.

Arrivano con una promessa: <<non romperemo il vetro alla Gioconda, non taglieremo le tele di Fontana e non la faremo nell’orinatoio di Duchamp. Apriremo solo le finestre dei musei per far entrare aria nuova dalla strada>>.

 

URBAN SUPERSTAR Show

A cura di David Vecchiato

Dal 24 aprile al 25 maggio 2009

Al MADRE - Museo D‘Arte Contemporanea Donna Regina,

via Luigi Settembrini 79, Napoli.

 

URBAN SUPERSTAR show è un evento Comic(ON)OFF

Organizzazione

MondoPOP International Gallery, Roma

Napoli Comicon, Napoli

Info:        

info@mondopop.it / www.mondopop.it

info@comicon.it / www.comicon.it

Si ringrazia:

La Repubblica XL

Fornarina


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Aiko Nakagawa
AlePOP
Allegra Corbo
Bethany Marchman
 
Bigfoot
Boris Hoppek
Cesko
Ciou
 
David Vecchiato (Diavù)
DEM
El Gato Chimney
Fupete
 
Gary Baseman
Gary Taxali
Ian Stevenson
Inge Cornil
 
Jeremyville
Jim Avignon
Joe Ledbetter
Jon Burgerman
 
Lex
Licia Viero
Mijn Shatje
Naoshi
 
Nathan Jurevicious
Scarful
Sergio Mora
Serpe In Seno
 
Shag (Joshua Agle)
Tokidoki (Simone Legno)
Zelda Bomba
 
 
 URBAN SUPERSTAR Show
 
 
 
 + omino71 +
 14/05/2009  
 
  Dal basso della mia ignoranza quando ho pensato a VERSUS2009 mi sono sempre riferito all'immaginifico incontro di boxe tra Basquiat e Wharol, poichè sotto sotto sono un matematico e mi risulta facile ragionare per equazioni e quindi Basquiat+Wharol=Street Art+Pop Art =? mi mancava una incognita, è bastato un piccolo scambio di idee con Davide e lui l'ha chiamata Urban Art e per me era perfetto, per quanto le etichette lasciano il posto che trovano (io finora avevo pensato a "Post-Graffiti" o a "New Pop" ma poi ho scoperto che entra,be erano state usate con accezioni molto diverse) ho sposato con convinzione la richiesta di superare i limiti dell'universo "street artist" e affiancare un bel "urban" e sono andato anche oltre accettando nel progetto artisti di estrazione molto diversa ma che volevano "confrontarsi" con queste realtà, proprio perchè l'idea (già maturata durante "stick my vespa" in cui ho costretto artisti "insospettabili" a confezionare i loro primi sticker e attaccarli) era di "confrontarsi" "scontrarsi" "aprirsi" "conoscersi" "impegnarsi" "faticare" e quindi crearsi nuove opportunità, nuovi spazi, nuove occasioni, superando limiti territoriali (tipici del graffiitismo prima maniera, da bullo e bande di periferia) e molti altri limiti della nostra italietta delle parrocchiette. Tutto il resto sono chiacchiere anche piuttosto inutili (un salto indietro e pure carpiato)  
 
 
 
 + diavù +
 23/04/2009  
 
  Intanto ringrazio tutti per la partecipazione a questa discussione. Poi, Augusto, voglio spiegarmi meglio con te perché ci tengo all'argomento "nutrizione dell'artista". Prendo spunto anche da ciò che dice Gaetano Leonardi sull'autopromozione dell'artista (non scrive a vanvera, seguo il suo lavoro e so quanto si smazza per diffonderlo!). Queste nuove correnti si sono sviluppate proprio da questa esigenza/necessità di monetizzare il proprio lavoro. Io sto portando al MADRE artisti che per affermare il proprio operato, dovendosi pur nutrire, si sono inventati designers e produttori dei propri gadgets: t-shirts, toys, tavole da skate, ma anche illustrazioni, commissioni pubblicitarie e tutto ciò che è destinato e/o vendibile alle masse. Molti di loro facendo un doppio lavoro per pagarsi vita e produzioni. E questo perché la loro produzione più prettamente artistica non rientrava nelle selezioni "spontanee" di gallerie e curatori, poiché a volte troppo "street", altre troppo "cartoon", troppo "tattoo", insomma troppo simile alle arti cosiddette "basse" (o forse solo troppo nuova?). A volte la distrazione di chi occupa posti di rilievo, e questo purtroppo accade spesso in Italia, non consente di vedere che questo nostro percorso entra totalmente di diritto nella Storia dell'Arte. Warhol ci ha mostrato la via. Haring coi suoi Pop Shop e il suo progetto di un'arte facilmente fruibile da tutti ce l'ha illuminata. Poi Murakami ci ha preso per mano ricordandoci che l'artista è sempre stato un marchio di fabbrica, anche nel Rinascimento era così. E quindi eccoci a Gary Baseman, Tokidoki, Jeremyville, Jon Burgerman, artisti presenti a Urban Superstar, fino a giungere a via dei Greci 30, a Roma, dove è nato il progetto MondoPOP. MondoPOP è un marchio che avrebbe potuto essere "David Vecchiato". O "David Vecchiato e AlePOP" (che è l'altro artista con cui negli ultimi 15 anni le ho tentate tutte per far emergere queste nuove realtà). O al massimo rappresentare 4/5 nomi. Ti assicuro sarebbe stato molto più facile. Invece è "MondoPOP" (è chiaro già dal nome il concetto di inclusione, no?) e combatte per promuovere sia questa nuova forma d'arte contemporanea in Italia sia gli artisti italiani nel mondo proprio perché il nostro Paese sta rischiando di non essere in grado di presentare un solo nome a questo movimento artistico internazionale. E ti assicuro che spesso è proprio tra i giovani artisti che troviamo i nostri detrattori più convinti, tra ragazzi che dipingono e affermano che MondoPOP non è una vera galleria d'arte perché vende toys e t-shirts d'artista (o forse perché non si vedono respinti con snobismo, chissà!). La maggior parte di questi si sente underground e ci tiene a sbandierare che viene dalla strada, dalla Street Art. E' una vecchia storia questa dei puri che si trasformano solitamente nei primi a vendersi per nulla. Ovviamente questi di cui sopra non sono in mostra perché a un movimento artistico o si appartiene o non si appartiene. Vero, Eduardo diceva "dovete andarvene" ma con se stesso è stato più esigente: è rimasto e ha affrontato qualsiasi ignavia, pigrizia, citica e inimicizia, fino a portare l'Italia nel mondo, come hanno fatto i vari Dario Fo, Federico Fellini, Carmelo Bene, Pasolini e tanti altri, affiancati da eccezionali collaboratori che erano poi la fabbrica che c'è dietro un marchio. Per cui, capisciammé, quando affermo che un artista non dovrebbe delegare la tutela della propria produzione alle istituzioni, non dovrebbe quindi ambire a far parte di un'"Arte di Stato", mi riferisco al malessere che può indurre vedere la propria ricerca rappresentata da uno Stato che legifera sulla nutrizione dei quasi morti mentre affama i vivi (figurati che gliene può fregare dell'appetito degli artisti!). Da uno Stato che ci fa vivere in città-dormitori pianificate (progettate è una parola grossa!) da palazzinari senza scrupoli spesso prive di norme di sicurezza adeguate né ispirate a un senso estetico o a una reale funzionalità per i cittadini che le abitano, e poi punisce chi sciupa quel "decoro urbano" dipingendo su quelle mura dell'orrore. Da uno Stato che ci spenna e poi spende i nostri soldi pubblici in modi assurdi, anche in campo artistico dove promuove spesso la mediocrità. Insomma, ovvio che le istituzioni dovrebbero essere attente anche agli artisti, ma io non nutro speranze nei confronti dell'etica dei nostri amministratori, preferisco perciò essere ignorato più che rientrare in mediocri categorie di graziati. Preferisco lavorare di giorno e dedicarmi alla mia arte di notte piuttosto. E promuovere io stesso gli altri artisti in cui credo. Due parole sul MADRE. Generalmente i musei storicizzano l'artista dopo che egli ha dedicato anni all'affermazione del proprio lavoro tra gallerie, pubblicazioni, donazioni, ecc. ecc. In questo caso il MADRE ha comunque sovvertito questa regola dando fiducia a me e ad altri artisti, alcuni già in fase di storicizzazione in altri musei del mondo, altri non ancora. Il direttore non ha interferito con la curatela perché un museo effettivamente non dovrebbe farlo. Io li ringrazio ovviamente, come ringrazio il COMICON che l'ha realizzata con noi e XL e Fornarina che ci hanno aiutati. Ne sono molto coinvolto, ma se la guardo da fuori ritengo comunque questa del MADRE un'azione degna di attenzione positiva. Dall'altra parte ci siete voi con l'idea di Madre Snaturata che più che come denuncia mi piace vedere come situazionista richiesta di dialogo col Museo, proprio perché la denuncia è un atto accusatorio, e un'accusa non può essere ritenuta propositiva. E' un'azione originale e anche divertente (lo spot fa scompisciare!), per questo mi auguro di vederne degli sviluppi. Io stesso ho garantito che non ci saranno problemi perché so bene che il nostro linguaggio artistico è atto creativo e non distruttivo. E poi perché mi auguro che questo dialogo si trasformi in una possibilità di collaborazione concreta col Museo per voi. Se ho fatto male a fidarmi della creatività degli artisti napoletani dimmelo tu. Ora torno all'allestimento che abbiamo le ore contate. Grazie e ciao. d_  
 
 
 
 + BOL23 +
 23/04/2009  
 
  io oggi vado da MondoPop... a Roma, peccato sia a Napoli...mannaggia sti napoletani che hanno un museo che espone arte contemporanea dal mondo ed io non ho possibilita\' di vederla !!! provo nvidiaaaaaaAAaaAacch !!! ahahhahahshdahahashhd c\'e\' troppo da ridere grazie ragazzi facciamo queste discussioni ogni giorno cosi\' ogni giorno mi accorgo che c\'e\' qualcuno che pensa ancora esista il concetto di territorio (in senso geografico, artistico, politico ecc) definito come spazio delimitato da confini e comincio a ridere ! grazie :D  
 
 
 
 + gaetano leonardi +
 22/04/2009  
 
  Dalla mia esperienza di mostre sia in italia che all\'estero, enorme è l\'influenza che da l\'artista alla scelta della sua partecipazione o meno ad un eventgo. Mi chiedo se gli artisti \"dimenticati\", abbiano partecipato alla selezione, abbiano martellato i canali giusti anche in precedenza, quindi facendosi conoscere e apprezzare dai diversi curatori dell\'evento. Purtroppo capita che spesso che l\'artista, più o meno bravo che sia, non vive il suo lavoro al di fuori del suo studio. Persino al TINTORETTO consigliavano di frequentare determinati ambienti per far emergere il suo nome. Noi italiani abbiamo a volte la presunzione di essere cercati in casa senza il minimo sforzo pubblicitario. All\'estero dove la situazione è certamente migliore, posso assicurarvi che gli artisti sono disponibili, umili, e sempre pronti a investire su se stressi in termini di tempo e denaro, non sottovalutando anche la loro promozione. Ricordiamoci sempre che lavorare come artista è sempre un lavoro, non un hobbie del tempo libero. Detto questo conoscevo bene David Vecchiato e non credo che possa aver fatto una discriminazione. Se è caduto in fallo, e ribadisco SE, sarà sicuramente successo per qualche dimenticanza dettata dall\'enorme impegno nell curare l\'evento. Sono sicuro che se avesse identificato un autore valido correlato da un buon curriculum lo avrebbe inserito molto volentieri. In ogni caso avrebe dovuto ricevere il materiale sotto mano. Ora torno a dipingere. Un saluto e buona giornata a tutti.  
 
 
 
 + diavù +
 21/04/2009  
 
  "Apriremo solo le finestre dei musei per far entrare aria nuova dalla strada". Tutto qui ragazzi, l'ho scritto e l'ho fatto. Quindi non avvelenate quest'aria perché non siete ancora nel gruppo dei "soliti noti" scassinatori, date piuttosto un'occhiata dentro e scavalcate se vi piace. Ora potete entrare anche voi. FATE qualcosa di fortemente propositivo, no? I riflettori sono puntati dove sapete. Aiutateci a scacciare l'impressione che stiate commettendo un errore pensando di conoscere (o di suggerire addirittura) le dinamiche di selezione di un direttore di museo. Lasciate stare, è uno sforzo inutile. Piuttosto parliamo di noi terrestri. Io vi dico in tutta tranquillità che gli artisti in mostra li ho selezionati in base al legame che hanno con MondoPOP e con me. Giù le armi, non mi riferisco ovviamente a amicizie o rapporti di confidenza (o "regionali"... ma non direte mica sul serio?!). Mi riferisco a una ricerca artistica che è un passo avanti di 10 anni dalla street art cosiddetta. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: QUESTA NON E' UNA MOSTRA DI STREET ART. Casomai di Post-Street Art, se proprio vogliamo bestemmiare. Ma preferiamo Urban che è più ampio. Però questo concetto è fondamentale, non è questione di etichette, non fate finta di niente perché è questo il TEMA della mostra. Ovvero io nella mia analisi, lavorando anche in spazi e tempi ristretti, non ho identificato in questa fase artistica dei napoletani a cui dare la precedenza. Ci sono delle ragioni, tra cui ovviamente anche il fatto che non li conosco tutti, non sono diopadre né mr. myspace. Ma ci sono anche delle ragioni da cercare in quello "stiamo bene a casa nostra" che spesso è causa della minima presenza di artisti italiani nei libri, cataloghi e mostre internazionali dedicati a queste nuove correnti artistiche. Infatti è ancora difficile trovare artisti italiani che al fine di promuovere il proprio lavoro capiscono che il mondo è casa loro e internet la chiave. Invece noi che viviamo da queste parti dovremmo essere proprio i primi a muoverci per accelerare la nostra promozione, primo perché lavoriamo in uno Stato colonizzato per cui la nostra "merce" è quella che di rado arriva nei "supermercati" del mondo. E poi perché siccome dalle nostre parti chi ha i mezzi e i nostri soldi per fare troppo spesso non fa (o fa con estrema lentezza) non è male confrontarsi col mondo cercando magari di correre più veloce di questo. Ma non sarò certo io a trasformare queste consapevolezze in "nazionalismo artistico", ognuno singolarmente si spinga oltre la cara vecchia street art poi ne riparliamo, come dice bene M.C. nel suo intervento i questa pagina. Non basta più dipingere un palazzo o attaccare stickers per pretendere riconoscimenti d'artista, l'avanguardia in strada c'è stata, ora vale COME lo fai. Quindi, oh voi che ci rimproverate la vostra esclusione, prima di costruire invettive su motivazioni di stile territoriale dovreste venire a verificare se magari voi non lavorate in modo differente dalle metodologie che vuole mettere a fuoco l'obiettivo di questa mostra. Per spiegarmi ancora meglio vi dico: di "street artist tradizionali" ho scelto Sten & Lex, ma non perché romani, romanisti, italiani o cheneso, bensì per una precisa ragione stilistica legata allo stencil (ovvero per il metodo maniacale con cui hanno introdotto la mezzatinta in questa tecnica). Ho quindi escluso tutti gli altri che usano lo stencil. Idem con i plush toys, ho scelto Boris Hoppek che è fondamentale nel genere (e non solo per i plush) e ho così dovuto escludere gli altri. Idem per altre peculiarità... Insomma, a me non frega un accidente dei romani o dei non-romani e poi, Augusto e Iabo, ma a voi non si accappona la pelle a scrivere le parole "istituzione pubblica" e "proprio territorio" nella stessa frase, parlando di arte? Ma che facciamo, detestiamo il potere quando ci spara per strada ma quando si tocca la propria sottana diventiamo maniaco-italici-burocraticizzanti affiliati dello Stato? W l'Arte di Stato, quando contempla anche noi? Insomma, parliamone, perché cara MADRE SNATURATA io sono più snaturato di te se devo riconoscere i miei figli in base a quello che mi impongono Stati e città, documenti e carte bollate. Squadre di calcio o gang di partito. I miei figli hanno il sangue impuro dell'intera razza umana, il mio. E li seleziono con un mio personalissimo senso di etica/estetica e libertà (oh, nell'accezione pura, prima che il termine cadesse in disgrazia). Tornando a noi, Urban Superstar ("capitolo uno" potremmo dire) è solo il nostro primo passo, col piede di porco. Ora tocca anche a voi camminare sulle vostre gambe oltre la strada, fino ai musei. Perché no? Non si tratta di vendersi (che è quello che molti temevano fino a ieri, e spesso giustamente secondo me), ma di gestirsi da sé, imporsi. Sappiate, e poi chiudo, che in queste faccende è creare il precedente che è molto complesso, ci si possono impiegare decenni e lo scrivo perché questo mi è successo. A voi invece va di lusso perché dopo il nostro passaggio l'aria si è già fatta più buona. Ma rendetevi conto che sarete voi a respirarla, così forse la smettete di tentare di avvelenarla! Vediamoci là. Sabato si beve al MADRE, domenica si chiacchiera alle 14 al Comicon. E grazie comunque. Vostro David Vecchiato P.S.: se invece avete pianificato che la vostra promozione debba necessariamente passare per una personale guerra al MADRE allora ignorate le mie ingenue e interlocutorie parole, ma please toglieteci di mezzo, grazie. d_  
 
 
 
 + GRAFFITI HUNTER +
 21/04/2009  
 
  Caro David, stiamo facendo proprio qualche cosa di propositivo: denunciamo una mancanza del Museo MADRE. Questa è una VECCHIA STORIA, che va oltre la mostra in causa che è l\' ennesiama dimostrazione di menefreghismo. Poi, pensi veramente che la post street art o chiamala come vuoi si fermi a Roma? è lecito che tu non sappia, non conosca (come tu stesso hai scritto), ma è assurdo che \"ALTRI\" non sappiano, non conoscano o fingano di non vedere. Ripeto ancora: non contestiamo il tuo operato ma denunciamo il MADRE che ne ha combinata un altra. Io ho 54 anni e sono uno di quelli che per \"fare\" si è dovuto muovere, e come!!! diceva Eduardo De Filippo \"ve ne dovete andare\". forse ci siamo un poco stancati di questo \"tormentone\" e desideriamo che anche qui succeda qualche cosa, si muovi qualche cosa. Di \"battaglie\" come questa ne sono state fatte tante, ma inutilmente. Non vi sono stati risultati... questo non è però, un buon motivo per rinunciare, anzi!!! poi, devo dirti la verità, non mi si accappona la pelle a parlare di istituzioni, visto che per anni ho lavorato per il pane quotidiano (non ho un padre miliardario che mi mantiene) con istituzioni, musei, gallerie e tutto quello che mi FACEVA VIVERE con la mia ARTE. Non credo sia così deprecabile. L\' artista non è ancora immune (forse inventeranno un vaccino?) dalla normale esigenza fisiologica della nutrizione. Ormai quasi tutti gli artisti, gli street artisti ecc... (soprattutto i non più giovanissimi) devono confrontarsi con la VITA, lavorando quindi con gallerie, istituzioni, ecc... (se vuoi ti faccio un elenco a parte). Poi se tu ti senti un cittadino del mondo noi stiamo ancora lottando per diventarlo. Infine...sono anni che questi artisti con le loro forze e avendo le carte in regola tentano di creare quel \"PRECEDENTE\" di cui tu parli senza riuscirci, perciò si sono un pò incazzati. P.S. voglio aggiungere che nessuno degli artisti è interessato a partecipare a questa mostra. Desiderano una corretta gestione dei luoghi deputati a l' arte. Augusto De Luca  
 
 
 
 + ale ! fatbombers +
 21/04/2009  
 
  secondo me, quello che dite non ha senso. se un museo organizza una mostra, non è ASSOLUTAMENTE tenuto a coinvolgere la gente del luogo: allora, per ogni mostra sull\'impressionismo si dovrebbe mettere un quadro di un impressionista napoletano? piuttosto, il curatore ha guardato all\'estero e, a mio parere, ha fatto benissimo. le mostre sono qualcosa da guardare, da visitare, da cui trarre ispirazione. non è necessario essere inclusi a tutti i costi. se davvero siete street artist, continuate a fare le cose per strada. invece, mi sembra che tante persone usino i poster, gli sticker e gli stencil solo come mezzo pubblicitario per finire in un museo o in un catalogo.  
 
 
 
 + MADRE SNATURATA +
 20/04/2009  
 
  PER QUANTO RIGUARDA IL MADRE CHE.......OSPITA SOLTANTO (la mostra).....(e' un pacchetto) VORREI SAPERE DA QUANDO IN QUA' L'OSPITALITA' DERESPONSABILIZZA L'OSPITANTE . CIOE' SE IO ACCETTO DI OSPITARE (è solo un esempio) UN RICERCATO , VA TUTTO BENE E NON HO NESSUNA RESPONSABILITA' ?........SE TU OSPITI , AVALLI L'OPERAZIONE . ERA DOVERE DEL DIRETTORE DEL MADRE (trattandosi anche della prima mostra di urban ,street ,poster, ecc. ecc,. art , comunque "GIOVANE ARTE CONTEMPORANEA "come è scritto nel comunicato ) , APRIRE IL "PACCHETTO" e V E R I F I C A R N E il CONTENUTO . IL PRIMO OBBLIGO DI UN' ISTITUZIONE PUBBLICA , IN QUALSIASI REGIONE , IN TUTTO IL MONDO , E' : P R O M U O V E R E e TUTELARE L'ARTE DEL PROPRIO TERRITORIO . QUINDI .....IL PROBLEMA E' DEL MUSEO MADRE , NON DEL CURATORE CHE PUO' SCEGLIERE CHI GLI PARE.....C H I A R O ? ? ? POI......BASTA CON LE DISQUISIZIONI SUL TIPO DI etichetta DA ATTRIBUIRE AL GENERE DI ARTE o agli artisti IN QUESTA MOSTRA : E' FUORVIANTE...................IL RIPROBLEMA E' : NON C'E' NEPPURE UN'ARTISTA ITALIANO DA FROSINONE A CANICATTI' . L'ARTE....FINISCE A ROMA .........DAL GIAPPONE A ROMA................P U N T O . Augusto De Luca & Iabo  
 
 
 
 + Lola +
 19/04/2009  
 
  \\\"e siete artisti uscite allo scoperto, noi non possiamo venirvi a prendere tutti! Questo è comunque solo un inizio, per cui gli artisti napoletani che desiderano collaborare con MondoPOP non fanno che mandarci il loro materiale in visione e saranno i benvenuti, ovviamente in base ai nostri criteri di selezione. Grazie a tutti, venite.\\\" stanno alimentando un vero polverone colpevolizzando il madre di non aver incluso nella mostra i giovani street artisti napoletani,(anche se la mostra è curata da codesta galleria,come già ribadito qui sotto)che molto spesso se la tirano più di tutti che molto spesso vanno dicendo \\\"io non mi vado a prostituire ad una galleria con il book sotto al braccio\\\" bene , siamo tutti un pò scossi per questa presa al madre ma anche noi anzi voi passatevi un pò la mano sulla coscenza e dopo pensateci due volte prima di scagliare una pietra!magari a napoli è facile venirne fuori dato che non ci sono molti artisti validi in quest ambito ma già se si va a Roma è tutta un altra storia...quindi poniamoci con umiltà davanti a queste cose!  
 
 
 
 + C.P. +
 14/04/2009  
 
  www.myspace.com/madresnaturata  
 
 
 
 + SATOBOY +
 12/04/2009  
 
  Federalismo Artistico? appoggio il pensiero dei miei conterranei. Buon tutto.  
 
 
 
 + C.P. +
 12/04/2009  
 
  seconda discussione su: http://www.ziguline.com/25/04/2009/urban-superstar-show/  
 
 
 
 +  HELIOS +
 12/04/2009  
 
  Che confusioneee...sarà perke la amooo...ahhaha....la strada....scusate l\'ignoranza...non ci sto capendo più niente in questi ultimi anni in Italia... Chi dipinge lettere ed è un writer, da un giorno all\'altro si ritrova street artist (categoria in cui si includono comodamente writers,pittori,grafici,gente che fa marketing)bohhh...adesso leggo URBAN ART...niente contro mondopop nè contro chi si sbatte per organizzare.... ma per favore non capisco perchè si usa la parola URBAN includendo artisti di cui non ho mai visto nulla in strada (fatte le dovute eccezioni per alcuni provenienti da contesti urbani)...cosi si confonde tutto anzichè chiarire.... è il guazzabuglio semantico che prende piede... nulla da dire per la selezione degli artisti... mondopop ha i suoi e li porta dove ritiene giusto, in questo caso Napoli. Peccato per i Veri Urban, Street, Pop artist o come diavolo li volete chiamare campani... per chi veramente per strada ha dipinto ed è sceso di notte SCAPPANDO... mentre gli urban artist dormivano nel loro studio...per il resto...bella storia una situazione da andare al vedere al MADRE!!  
 
 
 
 + INWARD +
 11/04/2009  
 
  Sottrarre la strada alla street art è di per sè una bizzarra abitudine, a meno che un pensamento assai fine non giustifichi il mezzo alternativo alla città; ma poggiare un passo che fa del calco sul territorio la sua stessa misura espressiva, senza dialogare col territorio medesimo, è segno d'allarme che individua e segnala gli alieni volanti a mezz'aria. Direi che ci sono due settimane da oggi per rimediare un contatto, se non avete già provveduto altrimenti. Pensateci.  
 
 
 
 + GRAFFITI HUNTER +
 11/04/2009  
 
  Viva la STREET ART nei musei e ovunque.....sto lottando proprio per questo....mi dispiace pero'che non ci sia nessun napoletano , comunque....buon lavoro.Augusto De Luca  
 
 
 
 + M.C. +
 11/04/2009  
 
  Trovo questa mostra un evento degno di nota, che spero che finalmente porti un po' di luce e comprensione, in questa scena artistica, piene di sfaccettature interessanti e variegate, che però sono totalmente estranee al pubblico, e vengono trattate con pressappochismo, luoghi comuni e quanto di peggio.. e con mio grande rammarico, anche da molti che si sentono a pieni titoli "conoscitori" di tutto questo. La dimostrazione sta nei commenti precedenti al mio, dove l'utilizzo gratuito della parola "street art" per descrivere questa selezione di artisti, è quanto di più sbagliato ci sia! Visto che gli unici presenti alla mostra ad avere questo background sono solo Sten, Lex, El Gato Chimney, Aiko e Bigfoot! (dove El Gato Chimney e Bigfoot, per molti aspetti si avvicinano stilisticamente molto di più a quello che viene etichettato come lowbrow/pop surrealism. Anche se è indubbio che hanno operato in strada..ma questo bagaglio non gli impedisce di certo di prendere anche altre direzioni)..questo per dire che mi sembra che ci siano pochi rappresentati del genere, per definirla una mostra di "street art"! Perchè di fatto si tratta di tutt’altro! Il termine “URBAN” (che di fatto a mio avviso vuol dire tutto e niente) non è sinonimo di “STREET ART”! Questa è una convinzione che ho riscontrato solo in Italia..e perché? Perché di fatto di italiani che hanno avuto la sensibilità (e anche la capacità, perché no?) di spingersi oltre alla “street art” sono pochi..e per quanto posso far cilecca con la memoria, al momento mi viene da pensare che di altri nostri connazionali che potevano entrare a pieno titolo in questa mostra, sono al massimo 5 o 6 …(tra l’alto, una è pure di San Marino..quindi non so se vale..eheh…e le motivazioni della loro assenza possono essere infinite e non sta di certo a noi sindacarle, saranno loro se interessati a chiedere chiarimenti a chi di dovere)…quindi secondo me non è che hanno organizzato questa mostra senza pensare al dialogo con il territorio…ma piuttosto proprio per riuscirne a crearne uno che ora non esiste! La chiudo qui..ma scommetto che dopo questa mostra (che avrà sicuramente enorme successo!), in Italia, molti di quegli artisti che ora si proclamano a piena voce “street artist” e fanno di tutto per sentirsi considerati tali al 100%, (per sfruttare il momento propizio) cambieranno bandiera e si vorranno intrufolare altrettanto prepotentemente in quello che questa mostra presenterà! Millantando fantomatici decadi consumate a lavorare in questa direzione come fanno adesso parlando della “street art”. Per fortuna che c’è chi artista lo è veramente e ha spirito critico soprattutto personale! Auguro buona fortuna e buon lavoro agli artisti e agli organizzatori! peace  
 
 
 
 + C.P. +
 11/04/2009  
 
  Trovo interessante questa discussione quanto la mostra che avrà luogo nella mia città, penso che M.C. non abbia capito che la questione non è per chi per come, la street art il writing l\\\' arte, la novità e quant\\\' altro, il punto non è questo, la questione è: non avere alcun RISPETTO per la città, mi riferisco soprattutto al MADRE (o MERDA?) che doveva almeno creare e imporre una simulazione di relazione con il territorio. non è una novità questa esposizione e non lo sarà, tutto ciò già è stato sperimentato con \\\"Street Art Sweet Art\\\" e \\\"Scala Mercalli\\\" ancora prima con \\\"Circumwriting\\\" con ottimi riconoscimenti dal pubblico e dalla critica, scavalcando completamente il concept della street art, quindi ritengo che questa sia un ennesima marketta da galleristi verso le istituzioni pubbliche come il MADRE. In quanto non abbiamo bisogno che ci portiate la luce, abbiamo un sole talmente caldo e grande che vi illumina senza corrente. - vedi intervista a LUCIO AMELIO. In oltre penso che INWARD abbia fatto un invito a riflettere, in ogni caso, credo che ora sia troppo tardi, nessuno vuole contentini. Non vi aspettate che vi porteremo la pizza e i babbà, il menù è radicalmete cambiato.  
 
 
 
 + MondoPOP Staff +
 11/04/2009  
 
  Grazie di aver contribuito a questa pagina. Forniamo qualche chiarimento a tutti gli amici e (ci auguriamo) ai futuri amici di MondoPOP. Questa mostra non rappresenta un genere né un Paese. Ha l'esclusiva intenzione di rappresentare l'anomalo e faticoso percorso che sta portando avanti il progetto artistico MondoPOP in Italia. MondoPOP è una galleria, un\'agency che propone a artisti di tutto il mondo di lavorare con editori, gallerie, aziende (e ora musei) in Italia e poi è uno shop che non teme di vendere produzioni d'artista a fianco alle opere degli stessi artisti. E questo perché riteniamo che nel fenomeno della commercializzazione popolare di produzioni come toys, vestiti, accessori e gadget da parte degli stessi artisti e nel loro promuoversi via web, c'è un nuovo passo da annoverare nella storia dell'arte, specificatamente in quella di matrice Pop di cui ci occupiamo. Questa non è una mostra di Street Art. Non ci consideriamo assolutamente le persone più adatte a rappresentare in Italia la Street Art e infatti non lo facciamo. Se i media e gli addetti ai lavori italiani non si occupano di un fenomeno che ormai ha trent'anni e che da più di venti è già nei musei di tutto il mondo non è certo colpa nostra. E se lo fanno male prendetevela coi diretti interessati. Certo, se aspettiamo Sgarbi (vedi "Street Art Sweet Art") per svegliarci vuol dire che siamo alla frutta ed è davvero giunta l'ora di spegnere per sempre le tv per relazionarci col mondo reale. Per sfatare ogni dubbio specifichiamo anche che il titolo "Urban Superstar" non è al plurale perché non si riferisce agli artisti selezionati ma proprio all'Urban Art. Questo modo di fare arte conquistandosi spazi commerciali in più ambiti (proprio per essere dappertutto) fa di questo movimento un fenomeno "pervasivo", come lo chiama Baseman, o comunque ne fa parlare parecchio, come di una star. David Vecchiato, il curatore, ha scelto questo titolo per caratterizzare l'Urban Art come una superstar tra i vari linguaggi dell'Arte Contemporanea. Vecchiato lavora davvero da decenni in questi ambiti e in più vesti, da artista a fumettista e articolista, promuovendo in Italia prima nei centri sociali poi nelle riviste e ora nei musei questo movimento internazionale che produce belle immagini e non guarda in faccia nessuno. Ultimi dubbi da fugare: il MADRE ha avuto l'attenzione di vedere in questa mostra qualcosa di nuovo per cui ha deciso di ospitarla, ma non la organizza. Quindi scagioniamolo. Noi abbiamo scelto Napoli perché siamo italiani, europei e cittadini del mondo che amano questa città. Non solo rispettiamo Napoli e i suoi cittadini ma la amiamo. Però è un dato di fatto che in questo nostro primo anno di attività non abbiamo ancora lavorato con artisti napoletani. Ne stimiamo molti (e nell'ambito della Street ce ne stanno di davvero bravi) ma ancora non è capitato di lavorarci. Se siete artisti uscite allo scoperto, noi non possiamo venirvi a prendere tutti! Questo è comunque solo un inizio, per cui gli artisti napoletani che desiderano collaborare con MondoPOP non fanno che mandarci il loro materiale in visione e saranno i benvenuti, ovviamente in base ai nostri criteri di selezione. Grazie a tutti, venite. Ci conosceremo e, speriamo, ci divertiremo. MondoPOP Staff P.S.: ben venga il dibattito, ma - più che le chiacchiere - noi preferiamo confrontarci attraverso azioni pro-positive. Vi invitiamo a realizzare in giro per la città opere dedicate al concetto di Urban Superstar. Potete scaricare il logo da http://www.mondopop.info/urbansuperstar/logo.jpg e usarlo come volete. Pro o contro. Mandateci le immagini a info@mondopop.it e sarà nostra premura inserirvi in catalogo (se riusciamo a produrlo). I messaggi in aria di minaccia verranno eliminati da questa pagina in quanto inutili al dibattito (e poi la mancanza di educazione e di rispetto stanno devastando già abbastanza questo Paese, non trovate? Noi non li tolleriamo).  
 
 
 
 + Antonio P. +
 10/04/2009  
 
  Massimo rispetto per gli artisti sopraelencati, ma ritengo che sia una VERGOGNA che si organizzano mostre del genre a NAPOLI e per giunta in Museo come il MADRE dove non c'è nemmeno l' ombra di un artista napoletano, non vedo da parte dell' organizzazione nessuna forma di rispetto per la città. Napoli vanta una schiera di artisti di strada che hanno fatto storia a livello nazionele ed internazionle. Il Madre dimostra ancora una volta che è una struttura che ignora completamente gli artisti del territorio. In bocca al lupo.  
 
 


 
 
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